Le interviste di Maurizio Manfredi

13 ottobre 2019
ROBERTO LEGRAMANDI   |   allenatore
È partita la nuova avventura della Cistellum Basket e come tradizione iniziamo a sentire cosa ci racconta il nuovo coach Roberto Legramandi. Roberto è una vecchia conoscenza della nostra Società, ci ha guidati in C2 raggiungendo lo storico traguardo dei play off contro Costa Volpino. Le strade poi si sono divise ma il filo che ci legava non si è mai spezzato. Roberto ha continuato a ottenere successi su altri campi e la Cistellum Basket risultati a volte davvero insperati. Purtroppo si è dovuto decidere di ripartire dalla serie D e Roberto ha accettato con entusiasmo di condividere con noi questa sfida.
Roberto a pochi giorni dall’inizio del campionato hai avuto a disposizione il roster completo: cosa manca ancora a questa squadra? Puoi fare un commento sulla partita contro Cassano?
Ci manca un po’ di conoscenza reciproca. Abbiamo inserito 2 giocatori negli ultimi giorni e quindi l’intesa deve essere costruita e si è visto nella prima partita. Di conseguenza bisogna lavorare molto in palestra per cercare di colmare quanto prima queste difficoltà di comunicazione che pesano molto in partita. Domenica scorsa abbiamo avuto davvero una partenza shock: primi venti minuti  tutti spaesati anche i più anziani complice un po’ di nervosismo e tensione, poca reattività agonistica. Quando abbiamo capito come approcciare la partita le cose sono cambiate, purtroppo due volte siamo arrivati a meno 4 e tutte e due le volte errori banali dovuti alle difficoltà di comunicazione ci hanno fatto subire canestri assolutamente evitabili e la partita è andata come tutti sappiamo...
Ormai, al di là dell’arrivo dei due ultimi giocatori, la squadra la conosci bene quindi ti chiedo quali sono i punti di forza e quali le debolezze su cui lavorare.
Non c’è un punto di debolezza particolare che mi preoccupa maggiormente, diciamo che tutto è migliorabile  mentre i punti di forza in questo momento sono legati alle qualità che individualmente  ognuno di questi ragazzi ha e che in un contesto di maggior amalgama possono diventare alternative importanti per tutto il gruppo.
Quali sono secondo te le favorite del girone e cosa noi tifosi ci possiamo aspettare dalla nostra squadra.
Secondo me, per la conoscenza dei giocatori che ho, considero la squadra più forte Appiano. Ci sono giocatori che provengono dalla C Silver avendola anche vinta. Subito dietro vedo Legnano e Lonate. Per quanto riguarda noi non voglio fare proclami ed è assolutamente prematuro porsi obiettivi. L’importante è migliorare di giornata in giornata.
Ora parlaci un po’ di te, lavoro, famiglia, passioni sportive...
Sono Direttore di Banca e questo lavoro mi piace, mi assorbe , mi dà soddisfazione nonostante tutto ciò che si dice in questo periodo riguardo le banche. La famiglia, come quasi tutti sanno, si allargherà tra circa 15 giorni e un pensiero va a Marta, mia moglie, che asseconda in tutti i modi la mia passione smodata per il basket. Non smetterò mai di ringraziarla. Per quanto riguarda lo sport dichiaro di essere un accanito anti-interista e un tifoso dell’Armani.
Conclusione classica di queste interviste: un pensiero per il Presidente, uno per Lietti e uno per un tuo giocatore.
ROBERTO: “Mario è una persona che ho sempre visto, una presenza encomiabile sotto ogni punto di vista. Discreto ma pronto a capire le esigenze della squadra e dell’allenatore.  A Lietti  dico che il cellulare serve per rispondere alle chiamate e/o ai messaggi e non solo come sveglia al mattino. Un pensiero a un giocatore: Michele Cassano. Spiace tantissimo ciò che è successo domenica, un infortunio che non ci voleva. L’ho allenato per 5 anni, abbiamo giocato 2 finali play off, mi auguro possa rientrare quanto prima anche perché conoscendolo so quanto soffrirà domenica a vedere la partita dalla tribuna.
Grazie Roberto  per queste 4 chiacchiere, ma soprattutto per aver accettato con tanto entusiasmo e passione di tornare a Cislago, per condividere con noi una bellissima sfida.

20 ottobre 2019
NICOLÒ SAIBENE   8   |   guardia - capitano
Dopo coach Legramandi diamo la parola al capitano Nico Saibene. Nico non ha certamente bisogno di presentazioni: cislaghese DOC veste la maglia della Cistellum da ben 8 anni ed è uno dei pochi “superstiti” della scorsa stagione.
Nico, partiamo dalla sofferta ma corretta decisione della Società di ripartire dalla serie D.
Decisione inevitabile, certamente, come hai detto, molto sofferta ma non si poteva fare altro. Questa Società si è sempre distinta per non aver mai fatto passi azzardati e probabilmente il rimanere in C Gold sarebbe stato un azzardo. Rimane la grande soddisfazione di esserci salvati sul campo senza dimenticare che 2 stagioni fa  abbiamo giocato i Play off per la B.  Aggiungo che a me la scelta della Cistellum di scendere in D mi dà la possibilità di continuare a giocare visto che con gli impegni di lavoro difficilmente avrei potuto affrontare un altro campionato di Gold. Diciamo che mi hanno “concesso” un altro anno di basket!
Capitano di un gruppo completamente nuovo: cosa ne pensi?
E’ una squadra non solo totalmente nuova ma soprattutto formata da ragazzi  giovani con voglia di fare. Sono contento di vedere ragazzi di Cislago e questo è un segnale importante che la Società ha voluto dare. Fare esperienza in questo campionato li farà sicuramente crescere e penso sia possibile in futuro vedere altri elementi delle giovanili allenarsi con noi. Il gruppo è buono, si va d’accordo e anche i rapporti interpersonali si stanno formando o rafforzando. Spetta a noi senior (Vanzulli, Cassano) il compito di amalgamarli al meglio.
Roberto Legramandi non è mai stato tuo allenatore, cosa ci puoi dire su di lui?
Per me l’ennesimo allenatore. Roberto ha innanzitutto grandissima esperienza e mastica basket da sempre. Credo sia anche per lui una sfida aver accettato di ripartire assieme a noi. Ci allena come fossimo in C Gold, pretende sempre il massimo,  è aperto al dialogo e ci  si parla facilmente. Diciamo che ama parlare e non sbraitare e questo è molto importante specie con i più giovani. Certamente noi non siamo una squadra da C Gold e quindi deve avere (molta) pazienza.
Manca ancora qualcosa a questa squadra e cosa noi tifosi ci possiamo aspettare?
Con l’arrivo di Ibrahima  e Deni siamo coperti in tutti i ruoli, peccato per gli infortuni di Filippo (Bigoni) e Michele (Cassano) che ci potrebbero penalizzare un po’. Siamo 6 giocatori con esperienza e 6  al loro primo campionato senior:   la cosa più importante è capire che la serie D è un’altra cosa, potrei dire è un altro sport o, nel migliore dei casi, un altro basket. Conta sempre più il fisico a discapito della tecnica e bisogna giocare diversamente. Nelle prime 4 giornate il calendario ci ha regalato le quattro favorite alla vittoria finale, fossero arrivare un po’ più avanti saremmo stati più squadra, ma tutto serve e comunque c’è sempre un girone di ritorno dove eventualmente ci si potrà rifare. Difficile fare pronostici: dico salvezza tranquilla, ma perché non  Play off?
Non ti chiedo il pensiero per il Presidente e per Lietti, ne hai già dati tanti in questi anni. Te lo chiedo per l’allenatore e per un tuo compagno di squadra.
All’allenatore dico di avere pazienza e di essere fiducioso perché il gruppo lo segue. Il pensiero per i compagni di squadra va a Paolo Franchi e Matteo Marzorati: devono continuare così, in allenamento non mollano mai, ci mettono davvero tutto ciò che hanno e in questo modo cresceranno moltissimo. Bravi!
Grazie Nico, come sempre molto pragmatico e pronto ad essere quest’anno ancor più degli scorsi anni  un punto di riferimento per tutti i giovani della “nuova” Cistellum Basket.

3 novembre 2019
MICHELE CASSANO   7  |   play
Tanti volti nuovi quest’anno nella nostra squadra, ma proprio nuovo Michele Cassano non lo è poiché aveva già vestito
la maglia giallo-viola 8 anni fa.
Michele come mai la scelta di tornare a Cislago?
Due sono i motivi: il primo è che avevo un ottimo ricordo di questa società,  conosco bene Ceriani e Lietti soprattutto ho un ottimo rapporto con Legramandi, il secondo è che mi è piaciuto accettare questa nuova sfida: creare una squadra da zero, in gran parte composta da giovani ed essere assieme a Nico Saibene e Vanzulli il punto di riferimento. Vorrei portare un po’ di “sostanza” a questa squadra perché sono sicuro potreme fare un buon campionato ”
Uno dei motivi è Roberto Legramandi: quanto hai giocato con lui?
Ben 6 anni, cominciando a Cerro e subito c’è stata una buona intesa. Io ero ancora un po’ acerbo e lui mi ha insegnato molto. Sono stati 6 anni straordinari con una finale persa purtroppo all’ultima partita, una bellissima promozione dalla C Silver alla C Gold e poi l’ultimo anno particolare: io mi sono allenato poco, la squadra non era cambiata molto e quindi una triste retrocessione.
Facciamo un passo indietro: quando hai cominciato a giocare?
Ho cominciato a 5 anni nella Robur Saronno dove sono rimasto fino all’Under 14. Sono stato selezionato nella rappresentativa Lombardia vincendo il Bulgheroni per poi passare per 5 anni alla Pallacanestro Varese, dove si giocava in Eccellenza e quindi il ritorno all’ovile. A Saronno facevo il giovane in C Gold, ma gli infortuni del play titolare mi ha permesso di giocare alcune partite e arrivare alla promozione in serie B. Io non potevo rientrare nei piani della Robur in serie B e quindi l’anno dopo ho iniziato in C Silver a Casorate, l’anno successivo Cislago e poi l’avventura a Cerro. Lo scorso anno ho cominciato a Saronno ma il lavoro non mi permetteva di allenarmi regolarmente e quindi ho finito a Tradate... e quest’anno eccomi qua.
Il nostro inizio non è stato di migliori, cosa ne pensi?
Incontrare subito le tre più forti del campionato non ci ha aiutati. La prima partita a Cassano non fa testo; poi gli infortuni non ci hanno mai permesso di essere al completo, si gioca senza play maker con Pizzarelli  che si è inventato in un ruolo non suo. Certamente da questa partita dobbiamo tirar fuori il lavoro fatto e abbiamo buone possibilità di far vedere la squadra che siamo.  Conosco la serie D e sono convinto che siamo una squadra da play off e tutto dipende da noi. Se saremo al completo, ma soprattutto se ci alleniamo bene e seguiamo le indicazioni di Legramandi possiamo raggiungere degli ottimi risultati. Fondamentale è impegnarsi non solo in partita, ma negli allenamenti essere sempre presenti, per poter veramente creare un gruppo e una vera squadra. Con Appiano e Legnano abbiamo mostrato le nostre potenzialità.
Dei giovani chi ti ha colpito maggiormente?
In generale mi hanno impressionato tutti: sono rimasto colpito da questi giovani, per la loro voglia di fare e di giocare. Pizzarelli, anche se non è giovanissimo, mi è piaciuto molto così come Marzorati e Colombo. Secondo me lui, se seguirà noi e l’allenatore, potrà prendersi sempre più minuti.
Al di fuori del lavoro cosa fai?
Sono Key Account Manager in una multinazionale che si chiama HAPE che produce giocattoli in legno. Mi occupo dei contatti più importanti anche a livello nazionale e quindi devo viaggiare molto. Questo naturalmente non mi ha più permesso di giocare in categorie superiori, ma sappiamo che il basket è solo un hobby e bisogna dare priorità ad altro. Hobby sono tutti gli sport e i film d’azione. Amo ascoltare musica, sia hip hop ma anche rock storico.
Squadre per cui fai il tifo?
La Juve e nel basket vorrei dire Varese per fare arrabbiare Legramandi, ma in realtà è Milano. Per quanto riguarda NBA sono un appassionato di... fantabasket e tifo per i giocatori italiani.
Siamo arrivati alla fine e quindi ti chiedo un pensiero per il Presidente, uno per l’allenatore e per i tuoi compagni.
A Mario Ceriani, dopo il bel discorso che ci ha fatto l’altro giorno dico che deve stare tranquillo perchè i risultati arriveranno, ma soprattutto perché l’impegno da parte di tutti non mancherà mai. A Legramandi dico che deve rimanere sereno specie ora che sarà molto impegnato a casa con la bimba appena arrivata e che i play off non sono un sogno. Inoltre prima o poi un play maker ce lo avrà in campo! A tutta la squadra dico che dobbiamo impegnarci al massimo, seguire ciò che ci dice il coach che i risultati arriveranno.
Un grazie a Michele che per ora ha guidato i nostri giovani dalla panchina, visto l’infortunio che lo ha bloccato alla prima partita.
Ora lo vogliamo vedere in campo.









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