Le interviste di Maurizio Manfredi

13 ottobre 2019
ROBERTO LEGRAMANDI   |   allenatore
È partita la nuova avventura della Cistellum Basket e come tradizione iniziamo a sentire cosa ci racconta il nuovo coach Roberto Legramandi. Roberto è una vecchia conoscenza della nostra Società, ci ha guidati in C2 raggiungendo lo storico traguardo dei play off contro Costa Volpino. Le strade poi si sono divise ma il filo che ci legava non si è mai spezzato. Roberto ha continuato a ottenere successi su altri campi e la Cistellum Basket risultati a volte davvero insperati. Purtroppo si è dovuto decidere di ripartire dalla serie D e Roberto ha accettato con entusiasmo di condividere con noi questa sfida.
Roberto a pochi giorni dall’inizio del campionato hai avuto a disposizione il roster completo: cosa manca ancora a questa squadra? Puoi fare un commento sulla partita contro Cassano?
Ci manca un po’ di conoscenza reciproca. Abbiamo inserito 2 giocatori negli ultimi giorni e quindi l’intesa deve essere costruita e si è visto nella prima partita. Di conseguenza bisogna lavorare molto in palestra per cercare di colmare quanto prima queste difficoltà di comunicazione che pesano molto in partita. Domenica scorsa abbiamo avuto davvero una partenza shock: primi venti minuti  tutti spaesati anche i più anziani complice un po’ di nervosismo e tensione, poca reattività agonistica. Quando abbiamo capito come approcciare la partita le cose sono cambiate, purtroppo due volte siamo arrivati a meno 4 e tutte e due le volte errori banali dovuti alle difficoltà di comunicazione ci hanno fatto subire canestri assolutamente evitabili e la partita è andata come tutti sappiamo...
Ormai, al di là dell’arrivo dei due ultimi giocatori, la squadra la conosci bene quindi ti chiedo quali sono i punti di forza e quali le debolezze su cui lavorare.
Non c’è un punto di debolezza particolare che mi preoccupa maggiormente, diciamo che tutto è migliorabile  mentre i punti di forza in questo momento sono legati alle qualità che individualmente  ognuno di questi ragazzi ha e che in un contesto di maggior amalgama possono diventare alternative importanti per tutto il gruppo.
Quali sono secondo te le favorite del girone e cosa noi tifosi ci possiamo aspettare dalla nostra squadra.
Secondo me, per la conoscenza dei giocatori che ho, considero la squadra più forte Appiano. Ci sono giocatori che provengono dalla C Silver avendola anche vinta. Subito dietro vedo Legnano e Lonate. Per quanto riguarda noi non voglio fare proclami ed è assolutamente prematuro porsi obiettivi. L’importante è migliorare di giornata in giornata.
Ora parlaci un po’ di te, lavoro, famiglia, passioni sportive...
Sono Direttore di Banca e questo lavoro mi piace, mi assorbe , mi dà soddisfazione nonostante tutto ciò che si dice in questo periodo riguardo le banche. La famiglia, come quasi tutti sanno, si allargherà tra circa 15 giorni e un pensiero va a Marta, mia moglie, che asseconda in tutti i modi la mia passione smodata per il basket. Non smetterò mai di ringraziarla. Per quanto riguarda lo sport dichiaro di essere un accanito anti-interista e un tifoso dell’Armani.
Conclusione classica di queste interviste: un pensiero per il Presidente, uno per Lietti e uno per un tuo giocatore.
ROBERTO: “Mario è una persona che ho sempre visto, una presenza encomiabile sotto ogni punto di vista. Discreto ma pronto a capire le esigenze della squadra e dell’allenatore.  A Lietti  dico che il cellulare serve per rispondere alle chiamate e/o ai messaggi e non solo come sveglia al mattino. Un pensiero a un giocatore: Michele Cassano. Spiace tantissimo ciò che è successo domenica, un infortunio che non ci voleva. L’ho allenato per 5 anni, abbiamo giocato 2 finali play off, mi auguro possa rientrare quanto prima anche perché conoscendolo so quanto soffrirà domenica a vedere la partita dalla tribuna.
Grazie Roberto  per queste 4 chiacchiere, ma soprattutto per aver accettato con tanto entusiasmo e passione di tornare a Cislago, per condividere con noi una bellissima sfida.

20 ottobre 2019
NICOLÒ SAIBENE   8   |   guardia - capitano
Dopo coach Legramandi diamo la parola al capitano Nico Saibene. Nico non ha certamente bisogno di presentazioni: cislaghese DOC veste la maglia della Cistellum da ben 8 anni ed è uno dei pochi “superstiti” della scorsa stagione.
Nico, partiamo dalla sofferta ma corretta decisione della Società di ripartire dalla serie D.
Decisione inevitabile, certamente, come hai detto, molto sofferta ma non si poteva fare altro. Questa Società si è sempre distinta per non aver mai fatto passi azzardati e probabilmente il rimanere in C Gold sarebbe stato un azzardo. Rimane la grande soddisfazione di esserci salvati sul campo senza dimenticare che 2 stagioni fa  abbiamo giocato i Play off per la B.  Aggiungo che a me la scelta della Cistellum di scendere in D mi dà la possibilità di continuare a giocare visto che con gli impegni di lavoro difficilmente avrei potuto affrontare un altro campionato di Gold. Diciamo che mi hanno “concesso” un altro anno di basket!
Capitano di un gruppo completamente nuovo: cosa ne pensi?
E’ una squadra non solo totalmente nuova ma soprattutto formata da ragazzi  giovani con voglia di fare. Sono contento di vedere ragazzi di Cislago e questo è un segnale importante che la Società ha voluto dare. Fare esperienza in questo campionato li farà sicuramente crescere e penso sia possibile in futuro vedere altri elementi delle giovanili allenarsi con noi. Il gruppo è buono, si va d’accordo e anche i rapporti interpersonali si stanno formando o rafforzando. Spetta a noi senior (Vanzulli, Cassano) il compito di amalgamarli al meglio.
Roberto Legramandi non è mai stato tuo allenatore, cosa ci puoi dire su di lui?
Per me l’ennesimo allenatore. Roberto ha innanzitutto grandissima esperienza e mastica basket da sempre. Credo sia anche per lui una sfida aver accettato di ripartire assieme a noi. Ci allena come fossimo in C Gold, pretende sempre il massimo,  è aperto al dialogo e ci  si parla facilmente. Diciamo che ama parlare e non sbraitare e questo è molto importante specie con i più giovani. Certamente noi non siamo una squadra da C Gold e quindi deve avere (molta) pazienza.
Manca ancora qualcosa a questa squadra e cosa noi tifosi ci possiamo aspettare?
Con l’arrivo di Ibrahima  e Deni siamo coperti in tutti i ruoli, peccato per gli infortuni di Filippo (Bigoni) e Michele (Cassano) che ci potrebbero penalizzare un po’. Siamo 6 giocatori con esperienza e 6  al loro primo campionato senior:   la cosa più importante è capire che la serie D è un’altra cosa, potrei dire è un altro sport o, nel migliore dei casi, un altro basket. Conta sempre più il fisico a discapito della tecnica e bisogna giocare diversamente. Nelle prime 4 giornate il calendario ci ha regalato le quattro favorite alla vittoria finale, fossero arrivare un po’ più avanti saremmo stati più squadra, ma tutto serve e comunque c’è sempre un girone di ritorno dove eventualmente ci si potrà rifare. Difficile fare pronostici: dico salvezza tranquilla, ma perché non  Play off?
Non ti chiedo il pensiero per il Presidente e per Lietti, ne hai già dati tanti in questi anni. Te lo chiedo per l’allenatore e per un tuo compagno di squadra.
All’allenatore dico di avere pazienza e di essere fiducioso perché il gruppo lo segue. Il pensiero per i compagni di squadra va a Paolo Franchi e Matteo Marzorati: devono continuare così, in allenamento non mollano mai, ci mettono davvero tutto ciò che hanno e in questo modo cresceranno moltissimo. Bravi!
Grazie Nico, come sempre molto pragmatico e pronto ad essere quest’anno ancor più degli scorsi anni  un punto di riferimento per tutti i giovani della “nuova” Cistellum Basket.

3 novembre 2019
MICHELE CASSANO   7  |   play
Tanti volti nuovi quest’anno nella nostra squadra, ma proprio nuovo Michele Cassano non lo è poiché aveva già vestito
la maglia giallo-viola 8 anni fa.
Michele come mai la scelta di tornare a Cislago?
Due sono i motivi: il primo è che avevo un ottimo ricordo di questa società,  conosco bene Ceriani e Lietti soprattutto ho un ottimo rapporto con Legramandi, il secondo è che mi è piaciuto accettare questa nuova sfida: creare una squadra da zero, in gran parte composta da giovani ed essere assieme a Nico Saibene e Vanzulli il punto di riferimento. Vorrei portare un po’ di “sostanza” a questa squadra perché sono sicuro potreme fare un buon campionato.
Uno dei motivi è Roberto Legramandi: quanto hai giocato con lui?
Ben 6 anni, cominciando a Cerro e subito c’è stata una buona intesa. Io ero ancora un po’ acerbo e lui mi ha insegnato molto. Sono stati 6 anni straordinari con una finale persa purtroppo all’ultima partita, una bellissima promozione dalla C Silver alla C Gold e poi l’ultimo anno particolare: io mi sono allenato poco, la squadra non era cambiata molto e quindi una triste retrocessione.
Facciamo un passo indietro: quando hai cominciato a giocare?
Ho cominciato a 5 anni nella Robur Saronno dove sono rimasto fino all’Under 14. Sono stato selezionato nella rappresentativa Lombardia vincendo il Bulgheroni per poi passare per 5 anni alla Pallacanestro Varese, dove si giocava in Eccellenza e quindi il ritorno all’ovile. A Saronno facevo il giovane in C Gold, ma gli infortuni del play titolare mi ha permesso di giocare alcune partite e arrivare alla promozione in serie B. Io non potevo rientrare nei piani della Robur in serie B e quindi l’anno dopo ho iniziato in C Silver a Casorate, l’anno successivo Cislago e poi l’avventura a Cerro. Lo scorso anno ho cominciato a Saronno ma il lavoro non mi permetteva di allenarmi regolarmente e quindi ho finito a Tradate... e quest’anno eccomi qua.
Il nostro inizio non è stato di migliori, cosa ne pensi?
Incontrare subito le tre più forti del campionato non ci ha aiutati. La prima partita a Cassano non fa testo; poi gli infortuni non ci hanno mai permesso di essere al completo, si gioca senza play maker con Pizzarelli  che si è inventato in un ruolo non suo. Certamente da questa partita dobbiamo tirar fuori il lavoro fatto e abbiamo buone possibilità di far vedere la squadra che siamo.  Conosco la serie D e sono convinto che siamo una squadra da play off e tutto dipende da noi. Se saremo al completo, ma soprattutto se ci alleniamo bene e seguiamo le indicazioni di Legramandi possiamo raggiungere degli ottimi risultati. Fondamentale è impegnarsi non solo in partita, ma negli allenamenti essere sempre presenti, per poter veramente creare un gruppo e una vera squadra. Con Appiano e Legnano abbiamo mostrato le nostre potenzialità.
Dei giovani chi ti ha colpito maggiormente?
In generale mi hanno impressionato tutti: sono rimasto colpito da questi giovani, per la loro voglia di fare e di giocare. Pizzarelli, anche se non è giovanissimo, mi è piaciuto molto così come Marzorati e Colombo. Secondo me lui, se seguirà noi e l’allenatore, potrà prendersi sempre più minuti.
Al di fuori del lavoro cosa fai?
Sono Key Account Manager in una multinazionale che si chiama HAPE che produce giocattoli in legno. Mi occupo dei contatti più importanti anche a livello nazionale e quindi devo viaggiare molto. Questo naturalmente non mi ha più permesso di giocare in categorie superiori, ma sappiamo che il basket è solo un hobby e bisogna dare priorità ad altro. Hobby sono tutti gli sport e i film d’azione. Amo ascoltare musica, sia hip hop ma anche rock storico.
Squadre per cui fai il tifo?
La Juve e nel basket vorrei dire Varese per fare arrabbiare Legramandi, ma in realtà è Milano. Per quanto riguarda NBA sono un appassionato di... fantabasket e tifo per i giocatori italiani.
Siamo arrivati alla fine e quindi ti chiedo un pensiero per il Presidente, uno per l’allenatore e per i tuoi compagni.
A Mario Ceriani, dopo il bel discorso che ci ha fatto l’altro giorno dico che deve stare tranquillo perchè i risultati arriveranno, ma soprattutto perché l’impegno da parte di tutti non mancherà mai. A Legramandi dico che deve rimanere sereno specie ora che sarà molto impegnato a casa con la bimba appena arrivata e che i play off non sono un sogno. Inoltre prima o poi un play maker ce lo avrà in campo! A tutta la squadra dico che dobbiamo impegnarci al massimo, seguire ciò che ci dice il coach che i risultati arriveranno.
Un grazie a Michele che per ora ha guidato i nostri giovani dalla panchina, visto l’infortunio che lo ha bloccato alla prima partita.
Ora lo vogliamo vedere in campo.

24 novembre 2019
FILIPPO BIGONI   6  |   play
Oggi tocca a Filippo Bigoni,  cislaghese DOC che però manca da Cislago da 2 anni nei quali ha vestito la maglia di Tradate e di Lomazzo in Serie D e in Under 20. Un gradito ritorno quello di Filippo che purtroppo, fino a ora  non ha potuto dare il suo contributo ai Legramandi’s Boys.
Filippo come mai la decisione di tornare a Cislago?
La decisione della Società di autoretrocedersi in serie D e la voglia di valorizzare i ragazzi di Cislago, mi ha fatto scegliere molto velocemente. Qui sono cresciuto, qui ho imparato molto, qui ho molti amici e avere l’opportunità di tornare a giocare nella squadra del mio paese non la potevo perdere.
Purtroppo appena arrivato è capitato l’infortunio.
Sono stato davvero sfortunato. Durante uno dei primi allenamenti a inizio settembre mi sono infortunato al ginocchio, una cosa che non mi era mai successa. Sono fuori da quasi 3 mesi  e sto facendo di tutto per rientrare il più presto possibile. Mi sto allenando da 2 settimane senza grossi problemi e spero di essere al 100% prima della sosta.
Vista da fuori questa squadra come ti sembra?
Ci dobbiamo ancora conoscere bene e l’amalgama non è logicamente perfetta, ma ce la mettiamo tutta. Siamo molto giovani e anche questo aspetto naturalmente pesa, ma sono sicuro che tra poco daremo del filo da torcere a tutti.
Ci sono delle prestazioni un po’ altalenanti: molto buone con le favorite del girone, migliorabili con squadre sulla carta meno forti. Come te lo spieghi?
Il fatto di essere giovani influenza certamente queste prestazioni ma io ho anche una mia teoria: da sempre mi sono accorto, anche se la mia esperienza è limitata, che il giocare contro squadre che in teoria partono con il pronostico favorevole, c’è sempre quella motivazione in più che ti fa fare una buona partita. Al contrario quando si parte con la convinzione di avere la partita in discesa è sempre più difficile entrare con la motivazione giusta.
Ma venerdì scorso a Tradate per chi hai tifato visto che ci gioca tuo fratello Pietro?
Naturalmente ho tifato Cistellum, ma con la speranza che riuscisse a segnare.
Tu hai giocato a Tradate e a Lomazzo, quindi hai una certa esperienza anche di serie D. Cosa c’è di diverso qui a Cislago?
Sicuramente l’ambiente molto famigliare, come ho detto prima è stato un ritorno a casa, mi conoscono da sempre.  Inoltre giocare con gente che si conosce  da tanto tempo aiuta a trovarsi  subito in confidenza con i compagni, cosa che non succedeva nelle precedenti esperienze.
C’è qualcuno dei più anziani che tu vedi come modello e che ti sta dando utili consigli?
Cassano, un po’ perché l’ho conosciuto a Tradate e poi giocando nel mio ruolo i suoi insegnamenti sono estremamente utili.
Arriviamo da tre vittorie consecutive dopo un inizio non felicissimo: cosa ci possiamo aspettare per le prossime partite?
Non siamo stati fortunati ad incontrare subito le squadre che sulla carta sono le favorite alla vittoria finale. Ci siamo ripresi bene e ora bisogna alzare l’asticella: delle partite che ci aspettano nessuna è proibitiva e se ce la siamo giocata alla pari con Appiano e Legnano dobbiamo fare nostre le prossime partite. Noi vogliamo centrare i Play Off.
Qualche notizia su di te visto che in due anni le cose cambiano: cosa studi? Che musica ascolti? Film?
Frequento il secondo anno di Ingegneria Energetica al Politecnico. Mi piace il rock, amo i Pink Floyd che sono la mia passione e fra gli italiani Vasco Rossi. Mi piacciono le serie TV e la mia preferita è La casa di carta.
Messaggio per Coach, uno per un compagno di squadra  e uno per il Presidente.
Comincio dal compagno e scelgo Paolo Franchi al quale dico che deve ricordarsi di pulire il campo prima di iniziare gli allenamenti; all’allenatore dico che non vedo l’ora di essere a disposizione per portare il mio contributo a questa bellissima squadra. Infine voglio ringraziare Mario per aver ripreso la tradizione dell’invito in taverna... era una cosa che aspettavo.
Grazie Filippo, ora ti aspettiamo in campo per aiutare i Cislakers  a raggiungere i traguardi che noi tifosi aspettiamo.

24 novembre 2019
MATTEO MARZORATI   5  |   guardia
Oggi un altro cislaghese DOC ci racconterà qualcosa di lui e della sua passione per il basket. Matteo Marzorati, tornato “a casa” dopo 2 stagioni giocate con altre maglie.
Matteo ci racconti la tua storia baskettara?
Ho cominciato a Cislago all’età di 7- 8 anni e qui ho fatto tutte le giovanili. Poi, purtroppo, ho dovuto emigrare prima a Legnano in Promozione e poi a Lomazzo in serie D e Under 20. Non è stato facile perché a Cislago ci stavo proprio bene, ma non eravamo riusciti ad avere l’Under 20 e quindi pur di non smettere ho deciso di provare in altre squadre. Devo dire che l’esperienza in Promozione è stata alquanto negativa, un anno di transizione, un campionato non adatto a me e per questo l’anno dopo ho deciso di ripartire da Lomazzo dove è andata decisamente meglio. Quest’anno ho avuto la possibilità di rindossare la maglia giallo-viola e non ci ho pensato neppure un secondo per decidere: un ritorno a casa è sempre desiderato.
Come ti è nata la passione per il basket?
Io ho iniziato con il calcio e probabilmente sarebbe stato il mio sport perché mi piaceva moltissimo. Poi una specie di illuminazione mi ha fatto provare il basket ed è scoppiato un grande amore che ancora dura. Probabilmente sono stato fortunato ad iniziare qui a Cislago, un bellissimo ambiente che ho ritrovato anche quest’anno.
Cosa ne pensi della squadra di quest’anno?
Sicuramente non siamo partiti nel migliore dei modi, 4 sconfitte di fila potevano spaventare, ma questa è una squadra con grandi potenzialità che si stanno intravedendo con giocatori scesi dalle categorie superiori e un gruppo di giovani pieni di voglia di ben figurare. Penso che ricompattando nel migliore modo l’organico della squadra riusciremo a portare a casa dei risultati importanti.
Come ti spieghi alcuni cali di concentrazione che improvvisamente arrivano e ci fanno perdere partite sicuramente alla nostra portata?
Dobbiamo creare ancora un vero gruppo, anche fuori dal campo: quando ci riusciremo e manca poco, si riuscirà a superare questi momenti di calo fisico e psicologico.
Che risultato finale ci possiamo aspettare?
Non voglio parlare di salvezza perché sono convinto che i play off sono alla nostra portata e credo possano essere solo un primo punto di arrivo.
C’è qualcuno dei tuoi compagni più esperti a cui ti ispiri e che ti sta dando una mano nel processo di crescita?
Sicuramente Cassano, uno dei veterani con tanta esperienza che ci aiuta sia quando è in campo sia dalla panchina continuando a incitarci. Ci sta facendo crescere come giocatori e come persone. Un altro è Pizzarelli, più giovane ma con tanta esperienza e sta facendo tanto per la squadra e per il gruppo.
Parlaci un po’ di te: cosa studi, gli hobby, le squadre del cuore.
Studio Ingegneria Aerospaziale al Politecnico di Milano, il primo hobby è il basket ma in inverno mi piace sciare sullo snowboard. (Forse è meglio se quest’anno non ci vai, non puoi rischiare di farti male): Verissimo, vedrò cosa fare, magari meglio non andare! Non sono un grande appassionato di cinema, ascolto musica senza preferenze particolari. Nel basket tifo Milano mentre in NBA non ho una squadra preferita ma solo un grande mito e giocatore di riferimento: Lebron James. Nel calcio una sola grande passione che mi lega in particolare a mio papà: la Juve.
Chiudiamo con messaggi per il Presidente, il coach e un tuo compagno.
Un messaggio unico per Presidente e allenatore ed è quello di continuare a credere in questa squadra e in questo gruppo di giovani. Ce la metteremo tutta per portare in alto il nome di Cislago. A Pizzarelli chiedo scusa se in allenamento difendo troppo forte e lui non riesce neppure a palleggiare.
Grazie Matteo. Trasmette anche con le parole la grinta che mette sempre quando scende in campo. Un futuro leader per la nostra squadra, questo è sicuro!

12 gennaio 2020
DENI REMENAR  19  |   ala-centro
Oggi chiacchierata con Deni Remenar, primo croato a vestire la maglia giallo-viola.
Deni, ci racconti da quanto tempo giochi a basket e la tua carriera?
Ho cominciato all’età di 7-8 anni: potevo scegliere tra calcio, pallamano e basket e con i miei amici di scuola abbiamo scelto il basket. Da allora non l’ho più abbandonato. Ho iniziato giocando a Nova Gradiska e poi a Pozega, cittadine che distano poco più di 100 chilometri da Zagabria. Dopo tutte le giovanili ho giocato in una categoria equivalente alla C Gold italiana. Due anni fa sono venuto in Italia avendo conosciuto la mia ragazza e ho giocato con Lonate Pozzolo: una breve esperienza avendo giocato solo una decina di partite.
Da quest’anno Cislago: come mai questa scelta?
Sono andato a provare alla Robur, pochi allenamenti e prima dell’inizio del campionato l’allenatore mi ha chiamato e mi ha fatto parlare con Giampi che mi ha chiesto di venire a giocare a Cislago. Ho accettato e a oggi sono contento di questa scelta. Mi piace l’ambiente, la squadra e tutto sta andando al meglio.
Quali possono essere le ambizioni di questa squadra?
Come minimo i Play off. Ci hanno tolto 4 punti ma l’obiettivo non cambia perché ce la possiamo giocare con tutti e questa è una squadra che darà delle soddisfazioni ai tifosi.
Che lavoro fai?
Scouting per squadre di basket americane. Sia maschile che femminile per vari campionati, dal college fino a NBA. Devo controllare vari parametri, non solo quelli che vengono riportati normalmente e li invio alle varie società americane. Non è facile spiegare bene questo lavoro, ma mi impegna molto.
Quali sono i tuoi hobby?
Il basket mi riempie la vita e questo è ciò che faccio con più piacere. Guardo dei film, senza avere un genere preferito e mi piace seguire la politica anche se non sono un esperto.
Cosa ne pensi dell’attuale situazione politica internazionale?
Come ho detto non sono un esperto, ma credo Trump vada assolutamente fermato anche se il livello di civilizzazione dell’Iran è veramente bassissimo.
Chiudiamo come sempre con un pensiero per il Presidente, per il coach e per i tuoi compagni.
Mario (Ceriani) è una persona eccezionale, sempre disponibile e mi ha fatto sentire a casa. Al coach non ho molto da dire, noi parliamo di basket, della squadra e questo va bene. Ai miei compagni dico che sono tutti dei bravi ragazzi e io mi sto trovando bene.
Grazie Deni. Sei riuscito a trasmettere la tua passione per il basket e l’attaccamento alla maglia della Cistellum Basket anche se la indossi da pochi mesi!

19 gennaio 2020
FEDERICO CERIANI  18  |   centro
Altro cislaghese DOC e altro lieto ritorno a casa: Federico Ceriani dopo qualche anno di girovagare è ritornato a indossare la maglia giallo-viola. Sentiamo cosa ha da raccontarci.
Federico raccontaci la tua storia cestistica.
Non mi ricordo benissimo quando ho cominciato a giocare; ero in seconda o terza media, naturalmente qui a Cislago e il mio primo allenatore è stato Poggiolini,  poi Pallavicini e qui ho fatto tutte le giovanili. Ho iniziato ad allenarmi con la prima squadra, prima in C Silver e poi in C Gold, ma naturalmente spazio ce n’era poco e quindi ho avuto l’opportunità di andare a Legnano. Ho pensato potesse essere un’esperienza importante, allenarsi con una squadra di A2 è tanta roba ed infatti è stata un’esperienza bellissima anche se in prima squadra non ho mai giocato e anche con l’Under il minutaggio non è stato altissimo. Mi sono infortunato probabilmente per un sovraccarico di allenamento e l’anno successivo sono andato ad Appiano in Serie D, arrivando in semifinale dei play off persa contro Clivio. Sono stato quindi chiamato da Alberto Beneggi a Novate in C Silver: esperienza super con il raggiungimento della finale per salire i C Gold… purtroppo persa contro Soresina. Deluso, e anche con qualche problema alla schiena avevo deciso di smettere, quando un bel giorno mentre ero con gli amici al Peps Cafè, il ritrovo di quasi tutti i giovani di Cislago, è arrivato Giorgino Giudici che mi ha convinto di andare a giocare in Promozione a Caronno: un’ annata tranquilla e divertente. Poi finalmente la proposta di tornare a Cislago.

Poi parliamo del tuo ritorno a Cislago, ma vorrei ci raccontassi anche della tua esperienza come arbitro di basket.
Anche questa una esperienza che mi è servita tanto. È utile capire cosa c’è dall’altra parte, difficoltà diverse, ma forse responsabilità ancora più grandi. Non sei in una squadra, sei tu da solo o con un tuo collega e il tempo per decidere è pochissimo. Non è facile, gli errori si fanno così come si fanno quando si gioca, ma ti assicuro che una cosa è giudicare dagli spalti, un’altra è essere in campo… ancora più difficile di quando giochi. L’ho fatto per 3 anni, poi cominciava ad essere difficile trovare il tempo per giocare e per arbitrare; dovevo decidere e ho preferito continuare da giocatore.

Parliamo del tuo ritorno a Cislago.
Si potrebbe scrivere semplicemente FELICE, perché così è come mi sono sentito. Cislago è sempre stata la mia casa, sono cresciuto qua e non è stato facile andarsene. L’occasione di tornare e giocare in serie D non me la potevo far scappare.

E che squadra hai trovato?
Per me è una bella squadra, anche se il gruppo si sta iniziando ad aprire solo ora. All’inizio si parlava veramente poco, ora stiamo imparando a conoscerci, lo spogliatoio è migliorato, parliamo, scherziamo e non siamo più ognuno per sé. Questo aspetto farà si che anche i risultati sul campo miglioreranno.

Quindi se i risultati miglioreranno, cosa ci possiamo aspettare noi tifosi?
Non è facile dirlo, ci sono 4 squadre che a mio giudizio sono costruite per salire di categoria e mi riferisco a Legnano, Appiano, Lonate e Cassano. Domenica arriverà Cassano e io dico che si potrà vincere, difficile ma fattibile. All’andata siamo andati sotto subito di 20 punti e la partita è finita lì: partita buttata via. Non dimentichiamoci che abbiamo rischiato  di vincere anche contro Appiano, perso di 2, e contro Legnano. Penso che i play off siano alla nostra portata nonostante i 4 punti che ci hanno tolto!

Nella vita cosa fai? Hai degli hobby? Squadre del cuore?
Ho finito gli studi e ho faccio il carrozziere con mio papà. Non ho molto tempo per dedicarmi ad altri sport. Io ho cominciato con il calcio e pur simpatizzando per la Juve non sono un tifoso. Per il basket la storia è un po’ strana: andavo a vedere Varese con Seba Ogliari e Riso Morandi e quindi simpatizzavo per Varese. Ora vado più spesso a vedere Milano e quindi una vera squadra del cuore non c’è. Nel tempo libero mi piace uscire con gli amici e vorrei poter viaggiare di più, ma per ora mi devo trattenere. La musica mi piace tutta anche se il mio idolo rimane Caparezza.

Si chiude come da tradizione con un pensiero per il Presidente, uno per il coach e uno per i compagni di squadra.
Per il Presidente tanto di cappello, ha sempre dato l’anima per questa società, ha dato tutto sé stesso ed è giusto gli ritorni indietro qualcosa anche se per ora non lo vedo molto contento, ma posso dire che deve essere fiducioso e i risultati arriveranno.  Di allenatori ne ho visti parecchi ma Roberto è un grande, molto preparato e in grado di gestire una squadra come la nostra: sta facendo di tutto per rafforzare il gruppo. Non ho nulla da dire ai miei compagni, io mi trovo bene e cerco sempre con il mio carattere di portare un po’ di allegria all’interno dello spogliatoio: siamo sulla buona strada.
Grazie Federico, bella chiacchierata e credo il tuo pensare positivo possa essere di grande aiuto per questo gruppo che, come hai detto tu, sta piano piano crescendo!

vedi anche